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Categoria: Spazi urbani e paesaggistici

Titolo: RIQUALIFICAZIONE URBANA DI PIAZZA DELLA CHIESA (IM)

2005

Capogruppo: Arch. Buccafurri Francesca


descrizione immagini persone localita

Introduzione
L’intervento in oggetto consiste nella riqualificazione urbana della piazza della Chiesa di Santo Stefano al Mare (Im): l’area, molto significativa sotto il profilo storico, urbano, architettonico e sociale, rappresenta, attraverso l’emergenza di quegli edifici speciali che fin dalle origini hanno rappresentato l’emblema di valori sociali spontaneamente riconosciuti, il proprio ruolo unificante di polo urbano. In questo senso la piazza in oggetto rappresenta il nucleo centrale dell’abitato cittadino, aperta sul lungomare Gerolamo da Santo Stefano a sancire il confine fisico e allegorico tra il mare e la città, intesa come insieme organico di urbs e civitas. Si può infatti affermare che la piazza, un tempo utilizzata per tirare in secco le barche durante l’inverno, abbia quattro fronti edificati: i primi tre costituiti dalla pareti edilizie ricche di testimonianze architettoniche, tra le quali la chiesa parrocchiale del XIII secolo e l’Oratorio dalle eleganti linee settecentesche, ed il quarto rappresentato di volta in volta dal miraggio dell’approdo verso cui i cittadini indirizzavano i loro interessi commerciali.

Descrizione dell’intervento
L’area oggetto di intervento è situata lungo via Gerolamo da Santo Stefano ed è costituita da una piazza pubblica di forma quadrangolare, con un solo fronte, quello sud, completamente libero da edificazione: gli altri sono costituiti da edilizia residenziale e dalle emergenze architettoniche sopra citate. Dal punto di vista altimetrico il sito si presenta come un piano inclinato in direzione nord-sud, con un dislivello medio tra il punto più basso (il marciapiede lungo il lungomare) e quello più alto (l’inizio della limitrofa piazza Cavour) di circa 50 cm; a questa inclinazione principale se ne sovrappone una seconda in direzione estovest, maggiormente variabile, ma con tendenza a decrescere verso il limite orientale della piazza.
Il progetto non ha modificato in nessun modo le quote esistenti, limitandosi a giustapporre al sistema piazza un elemento di polarizzazione quale la seduta d’acqua: in questo modo i percorsi e le modalità di attraversamento della piazza sono rimasti gli stessi, con la possibilità di fruizione da parte dei portatori di handicap e dei mezzi di soccorso.
La riqualificazione della piazza della Chiesa ha comportato la demolizione dell’aiuola prismatica in cemento faccia a vista e della panca in cemento e acciaio esistenti sul lato sud, sia per riconquistare ai fruitori dello spazio pubblico la permeabilità delle visuali verso il mare sia per creare una struttura capace di catalizzare i flussi di utenti, restituendo alla piazza il suo carattere polarizzante. Il progetto si è concretizzato nella realizzazione di una “seduta d’acqua”, un elemento dallo sviluppo longitudinale costituito da una serie di panche rivolte verso il centro dello spazio pubblico addossata ad una vasca a sfioro; la composizione è conclusa ai lati da una fontana di acqua potabile e da una vasca/aiuola piantumata con un albero d’alto fusto. Inoltre due filtri verdi contribuiscono a accrescere l’organicità dell’intervento: il primo, costituito da tre vasche di terra a filo della pavimentazione con la messa a dimora di chamaerops humilis, è in continuità con il filo dell’Oratorio sul fronte Est, con la duplice funzione di creare un freno all’indiscriminata occupazione del suolo pubblico, soprattutto durante il periodo estivo, e quello di mascherare l’ingombrante edificio anni Settanta retrostante. Il secondo filtro, costituito da tre palme d’alto fusto, controbilancia la composizione ponendosi come contrappunto verticale all’elemento della “seduta d’acqua”, permettendo contemporaneamente una simbolica separazione tra la piazza e la strada comunale a media intensità di traffico non compromettendo la vista panoramica fino all’orizzonte marino. Dal punto di vista localizzativo e funzionale, l’intervento si pone in dialogo con le altre emergenze presenti, rivolgendosi verso l’interno della piazza-sagrato, ma allo stesso tempo si discosta rispettosamente dal suo baricentro, permettendo la continuazione dello svolgersi della manifestazioni legate al culto e agli eventi culturali e ludici che ivi si organizzano.

Profilo architettonico
L’elemento principale dell’intera composizione è costituito dalla seduta d’acqua: si tratta di una struttura planimetricamente individuata da tre elementi giustapposti ad I, costituenti l’ossatura portante dell’intervento ai quali si addossano, contrapponendosi, le panche in legno rivolte verso la piazza-sagrato, e la vasca d’acqua a sfioro orientata verso il mare.
Proprio la disposizione di questo elemento dallo sviluppo longitudinale, parallelamente al fronte meridionale dello spazio pubblico, insieme allo sforzo costante di contenere il più possibile le quote di progetto, permette la visuale libera verso l’orizzonte marino. Trasversalmente alla composizione, e quale ideale conclusione della stessa, si trovano una fonte d’acqua potabile e una aiuola piantumata con un albero d’alto fusto ed essenze cespugliose fiorite.
L’acqua della fonte e quella che continuamente tracima dal bordo sfioratore, vengono incanalate per gravità in un canale di raccolta che permette, attraverso un sistema di pompe alloggiato al di sotto della pavimentazione della piazza, il ricircolo e lo smaltimento delle stesse. All’interno dello spessore del bacino d’acqua, oltre al vano tecnico per i quadri idraulici ed elettrici, è collocato l’alloggiamento dell’illuminatore del sistema di fibre ottiche previsto all’interno della vasca a sfioro, disposte in modo da accompagnare la caduta dell’acqua con elementi filiformi di luce: le fibre ottiche, a basso consumo e bassa manutenzione, sono state temporizzate con l’illuminazione pubblica cittadina in modo da creare scenografici effetti serali. Tutti i vani tecnici suddetti sono accessibili attraverso l’apertura di sportelli metallici verniciati collocati al di sotto delle sedute lignee. La ricerca linguistica di organicità è rispecchiata anche nella scelta dei materiali e delle essenze botaniche che si inseriscono nella tradizione dell’ambiente circostante, inteso nel senso più generale di territorio.
Per quanto riguarda i materiali, le parti terminali costituenti la I matrice verranno realizzate in pietra di Cardoso, mentre per tutte le altre, costituite dalla fonte, dal canale di raccolta e dall’aiuola è prevista una struttura in cemento armato e muratura intonacata nei colori chiari delle terre; le copertine dell’aiuola e del canale di raccolta saranno realizzate in pietra di Cardoso mentre la rubinetteria sarà in acciaio inox; le sedute e gli schienali della panche verranno realizzati in legno trattato per resistere agli agenti atmosferici ed al salino. L’elemento della seduta vera e propria sarà costituito da sei listoni formati da IPE di legno dal profilo ergonomico che si prolungano nella pavimentazione, formando una superficie continua dalla quale emergono le differenti parti.
Il rivestimento interno della vasca d’acqua, del bacino e del canale di raccolta è stato realizzato con uno smalto a base di resine capace di conservare senza variazioni le sue caratteristiche per un lungo periodo di tempo: esso permette di essere riverniciato senza necessità di carteggiatura, anche a distanza di anni, può restare immerso nell’acqua senza pericolo di distacco anche per spessori molto sottili del film.
Per quanto riguarda invece le essenze, la scelta progettuale ha privilegiato la messa a dimora di piante che storicamente sono state utilizzate per le sistemazioni dei nostri centri di Riviera, quali carrubi e filari di palmizi. Il carrubo (Ceratonia siliqua) è una pianta molto interessante dal punto di vista manutentivo in quanto può crescere anche in terreni a bassa fertilità, molto longeva, con foglie composte persistenti, dal caratteristico bicromismo: la sua piantumazione nella vasca/aiuola risponde all’esigenza estetica di avere un albero ornamentale, dai caratteristici rami contorti e nodosi e chioma tondeggiante, oltre alla necessità di porre nei pressi della vasca d’acqua una pianta sempreverde che non perda le foglie.
Per quanto riguarda i due filtri verdi, essi verranno realizzati attraverso la creazione di vasche di terra ricavate al disotto del livello della piazza, identificabili attraverso un cordolo in pietra dello stesso materiale utilizzato per la pavimentazione, all’interno della quali verranno messi a dimora rispettivamente tre gruppi di palme del tipo Chamaerops humilis e tre palme del tipo Washingtonia robusta.
Queste ultime, poste metaforicamente ad identificare il limite meridionale della piazza, rispondono alla duplice esigenza di utilizzare delle essenze dal fusto filiforme e contemporaneamente resistenti all’ambiente salino e ventoso; inoltre, l’accostamento di palmacee in filari è elemento tipologicamente e linguisticamente ricorrente nel lungomare liguri, soprattutto della Riviera di Ponente. Alla base delle singole aiuole verranno posizionati dei faretti a bassa emissione di calore puntati verso le chiome delle alberature, ad integrare l’illuminazione esistente e a potenziare la scenografia serale e notturna della piazza. Per la gestione delle parti sistemate a verde è stato previsto un sistema di irrigazione a goccia, comandato con un semplice automatismo a batteria: questa soluzione, vista la scala dell’intervento, è risultato essere il migliore sia dal punto di vista della realizzazione che da quello della gestione e della manutenzione dell’opera. Anche per quanto riguarda gli impianti idrico, elettrico e di illuminazione, la scelta ha privilegiato soluzioni che permettessero un’agevole ispezione per facilitare le fasi di gestione e di manutenzione.

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Progettisti
Progettista architettonico:  Arch. Francesca Buccafurri (IM) 
Progettista strutturale:  Ing. Giacomo Embriaco (IM) 
Progettista termico:  Ing. Luca Lombardo (IM) 
Progettista elettrico:  Ing. Luca Lombardo (IM) 

Imprese esecutrici
Opere edili:   Bianchi Mimmo (IM) 
Impianto elettrico:   Baroni Alessandro (IM) 
Impianto idrosanitario:   Garbato Esidoro (IM) 

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