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Categoria: Architettura d'interni e design

Titolo: ALLESTIMENTO DELLO SPAZIO ESPOSITIVO DEL FILATOIO ROSSO DI CARAGLIO (CN)

2006 - 2007

Capogruppo: Arch. Isnardi Cristiano


descrizione immagini persone localita

I progetti presentati nelle tavole di concorso si riferiscono a due distinti allestimenti realizzati nel medesimo spazio espositivo, il primo nell’ottobre 2006 e il secondo nell’ottobre 2007. Le sale allestite sono parte di un fabbricato recentemente ristrutturato, l’antico Filatoio di Caraglio (Cn) composto da piu’ corpi, tra cui una manica a due piani, di circa 400 mq per piano, differenti tra loro per tipologia e materiali. Nel corso dell’anno il programma culturale dell’Associazione che gestisce Filatoio di Caraglio è piuttosto complesso e utilizza i suoi locali per accogliere numerose esposizioni di arte antica e contemporanea e per organizzare eventi, conferenze e concerti. In origine le sale non sono state restaurate per essere unicamente spazi espositivi, bensì per avere una attività flessibile e devono ogni volta essere pensate in relazione a ciò che dovranno accogliere. Nel caso delle due esposizioni presentate in questo concorso è necessario sottolineare da subito che si tratta di mostre estremamente differenti tra loro, per temi trattati e per tipologia di opere esposte.

 

La prima, l’esposizione “Seta. Potere e Glamour”, che si è svolta nei mesi ottobre/ dicembre 2006, ha avuto come tema centrale l’uso della seta in tre momenti storici in cui tale tessuto, soprattutto attraverso le vesti, assunse un ruolo significativo nella storia del costume e della produzione: il Rinascimento, gli anni a cavallo fra Seicento e Settecento, e la prima metà del Secolo XX. Accanto a numerose vesti, antiche e moderne, erano presenti oggetti per il culto realizzati in seta, come piviali e paliotti e opere pittoriche in cui veniva rappresentata tale stoffa.
La prima necessità con cui ci si è confrontati nella fase di allestimento è stata quella di presentare l’eterogeneità coerente delle scelte curatoriali in modo omogeneo, pur mantenendo comprensibile il tema centrale della mostra, e cioè come l’uso di tale tessuto sia comunque stato, attraverso i secoli, segno di eleganza e potere.
La seconda problematica è stata quella di proteggere il materiale esposto da eventuali danni dovuti dalla luce diretta del sole ovvero da un’illuminazione artificiale o eccessiva. In ultimo, era necessario creare un percorso chiaro che non inducesse il visitare in confusioni temporali o concettuali. Per queste ragioni la prima decisione che ha guidato il progetto è stata quella di non relazionarsi con caratteristiche delle sale espositive che avrebbero accolto le opere. La presenza di numerose aperture, e di una illuminazione non specifica avrebbe compromesso la corretta conservazione dei tessuti. Allo stesso modo le caratteristiche formali dello spazio avrebbero generato una osservazione confusa delle opere. La presenza delle capriate e degli elementi tecnologici in rame per il condizionamento delle sale avrebbe creato un contrasto troppo forte tra la purezza degli oggetti esposti e l’architettura esistente. Per queste ragioni lo spazio è stato controsoffittato con un telo nero, a cui sono stati appesti nuovi corpi illuminanti e le finestre sono state completamente oscurate dai pannelli che sostenevano i tessuti. Si è, in pratica, costruito un nuovo spazio all’interno dello spazio esistente, completamente illuminato da luna uce artificiale soffusa e concentrata sulle opere.
La nuova conformazione della sala è stata guidata dalla decisione di non creare un percorso assiale ma di sviluppare un percorso articolato che permettesse di cogliere gli oggetti in angoli visuali differenti, attraverso una suddivisione dello spazio nelle tre sezioni principali della mostra: “Seta per il potere”, “Seta per la gloria”, “Seta per la seduzione”.
I tessuti, come gli abiti per i sacramenti o i tessuti per gli altari, sono stati esposti predisponendo opportune strutture inclinate illuminate con luce radente, mente gli abiti civili sono stati appoggiati su manichini, illuminati con faretti a bassa emissione. Infine, come colore dominante delle prime due sezioni si è scelto il rosso, in quanto evocativo della sensazione di gloria e potere trasmesso dal materiale esposto. L’ultima sezione è invece stata dipinta di grigio chiaro con inserti di tessuto argento in modo da creare un ambiente piu’ rilassato e ricercato per trasmettere la sensazione di seduzione cui si riferiva questa parte di mostra. Il visitatore si trovava così guidato dall’allestimento attraverso un percorso obbligato spazialmente ed evocativo dei concetti principali della mostra.

Per la seconda esposizione che è stata allestita nelle medesime sale, “Il Velo” e che si è svolta nei mesi ottobre 2007/gennaio 2008, si trattava di far dialogare diversi mezzi artistici come la fotografia, la pittura, la scultura, l’installazione uniti dal tema comune del velo, inteso in numerose declinazioni concettuali, in quanto oggetto rappresentativo di piu’ significati, tra cui la trasparenza, il dolore, la scoperta e la conoscenza.
Il percorso espositivo doveva riprendere, in senso metaforico, l’ordito dei fili del tessuto, povero o ricco, serico o di lino, antico o moderno che sia. Secondo le richieste curatoriali lo svolgersi del racconto sul velo avrebbe dovuto avere sette strade da seguire: la prima sulla velatura pittorica; la seconda sulla memoria e sulla traccia che sul velo lasciano le cose e in particolar modo il corpo dell’uomo; la terza il velo come simbolo della sposa, della verginità ma anche del lutto; la quarta come simbolo della sensualità e del sottile confine tra Eros e Thanatos; la quinta strada avrebbe esaminato il concetto del velo come separazione, come soglia o porta verso mondi ultraterreni e metafisici e come limite tra la vita e la morte; la sesta contrapponeva orientalismo a occidentalismi e infine la settima strada proponeva una visione contemporanea di come viene utilizzato oggi il velo nelle diverse culture mondiali per inviare messaggi vecchi e nuovi.
Di questa multiforme attitudine di un oggetto antico ma sempre contemporaneo, l’allestimento avrebbe dovuto trane spunto per valorizzare silenziosamente i molteplici messaggi che il curatore voleva trasmette al visitatore. Per questo la prima scelta è stata di progettare uno spazio natura radicalmente opposta a quello realizzato per la mostra sulla seta. In questo caso si è deciso di lasciare visibile lo spazio esistente, e di permettere di coglierne le caratteristiche spaziali e formali. Sia al primo che al secondo piano del fabbricato sono state realizzate delle pareti divisorie autonome in grado di organizzare lo spazio per sezioni, non gerarchiche, in cui poter scegliere liberamente i tempi e i modi della visita. Il percorso che si veniva a creare attraverso l’inserimento delle pareti era dunque libero e percorribile in qualunque senso di visita. Le pareti sono state dipinte di grigio al piano terreno, e di beige al primo piano, in quanto questi erano i colori dominanti delle strutture.
La suddivisione dello spazio con pareti a “C” è stata la scelta che ha guidato l’allestimento del piano terreno. Queste, pur essendo disposte sfalsate l’una dall’altra, seguono il ritmo dei pilastri e delle volte esistenti, creando delle stanze in cui alle pareti sono state appese le opere pittoriche e le fotografie, mentre nella parte centrale dello spazio che si veniva a creare, sono state sistemate sculture o installazioni. Al piano superiore, le pareti sono invece state costruite in corrispondenza delle capriate lignee esistenti, in modo da segnare un ritmo del percorso cadenzato con l’esistente.
Entrambe le sale sono state illuminate dalla luce diffusa proveniente dalle finestre del fabbricato, e alcuni faretti sono stati dislocati al di sopra delle pareti in modo da rendere puntualmente illuminate le opere.
Il progetto d’allestimento ha previsto anche lo studio grafico dell’insieme, che facesse da elemento conduttore per permettere al visitatore di comprendere in quale sezioni si trovasse e quali fossero i messaggi principali da cogliere nella mostra.

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Foto 1


Foto 2


Foto 3


Foto 4


Foto 5
 
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Progettisti
Progettista architettonico:  Arch. Cristiano Isnardi (CN) 

Imprese esecutrici
Opere edili:   PCL Allestimenti (CN) 
Opere edili:   Panizzolo s.p.a. (CN) 

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