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Categoria: Architettura d'interni e design

Titolo: NUOVA SEDE ORDINE MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI SAVONA (SV)

2007 - 2008

Capogruppo: Arch. Campidonico Francesco


descrizione immagini persone localita

Per attuare la ridefinizione “distributiva- funzionale-ambientale” della sede si è previsto innanzitutto lo spostamento dell'ingresso principale dal pianerottolo del vano scala. La nuova apertura muraria permette di allineare l'ingresso alla percorrenza distributiva principale. Il visitatore è accolto direttamente nella sala d'attesa sull'ingresso.
Questa scelta iniziale risulta determinante.
L’ingresso consente così l’accesso in una stanza con 8 poltroncine: il locale, caratterizzato dal blu a tutta parete (colore dell’ordine dei Medici), diviene un vero e proprio filtro sia per l’ingresso all’ufficio del presidente e della segretaria sia per l’accesso alla sala riunioni. Superata questa soglia, sulla sinistra si trova il rinnovato ufficio amministrativo-reception informazioni (qui l’arredo ad oggi non è ancora realizzato – ordinazione in corso). Tale spazio di lavoro e di accoglienza è ampliato in virtù della chiusura del precedente accesso dal vano scala ed è l’unica stanza non controsoffittata: lo scatto dimensionale dei mt 3 di altezza utile, consente di ricevere la maggior quantità d’illuminazione naturale dal fronte, mentre per la luce artificiale s’inserisce un corpo illuminante di design minimale che produce luce diretta sulle scrivanie ed indiretta sul soffitto. L’atmosfera risulta centrata su tale “fulcro luminoso” che illumina le due scrivanie contrapposte: seppur decentrato nella planimetria questo è il vero baricentro dell’attività dell’ufficio.
Partendo dalla regolarità della pianta, l’eliminazione della tramezza del corridoio in laterizio intonacata e non condizionata da alcuna struttura ha permesso di aprire sulla sala riunioni la stanza e l’intero disimpegno-corridoio. Si ricava così una seconda e nuova zona ufficio, rigenerata dalla doppia luce proveniente dalle grandi finestre del fronte e dalla porta-finestra sul cortile interno. Tale ambito, ben collegato all’ufficio del presidente e alla sala principale, ridefinisce l’organismo spaziale e funzionale dell’unità immobiliare ad “open-space variabile”. La realizzazione di una parete vetrata scorrevole (modello Albed) a 4 ante mobili, costituita da telai metallici e scorrevoli a doppio binario in vetro acidato (in attesa di consegna e ad oggi non ancora realizzata!), suddivide l’open space a seconda delle necessità d’uso quotidiane o speciali della sala riunioni e garantisce la variabilità delle permeabilità visive e della luce tra le zone interne. Anche l’accesso alla nuova porta del bagno, già provvisto di antibagno, risulta così “protetto” e nascosto alla vista.
Nell’ufficio presidenziale è prevista la realizzazione di una parete armadio a tutt’altezza e il posizionamento della scrivania di forma ellittica per favorire lo svolgimento di incontri e ricevimenti a due-tre persone. Sulla parete laterale nel soffitto è stato realizzato un “cassonetto” per “alleggerire” il peso visivo del soffitto e per inserire l’allineamento dei faretti orientabili (così come realizzato longitudinalmente nella sala riunioni): l’inserimento di una scaffalatura contenitiva bassa (h. cm 60) permette di valorizzare tale parete conferendogli possiblità espositive (opera d’arte di superficie considerevole – dimensioni max a 3mtx2,10)

Temi progettuali dell’intervento
Rapporto tra lo spazio-ambiente interno e la forma dell’edificio
La trasformazione implica sempre il riconoscere che si parte da qualcosa di esistente e riconoscibile. Nel caso in oggetto l’ambiente è stato costruito per comprensione, analogia, successione e affinamento di pochi rigorosi principi originari. Un inevitabile processo d’astrazione si raccoglie quindi intorno all’elemento più “eloquente” dell’ambiente interno: il “trilite” delle ampie finestrature sul fronte.
La calibratura del vuoto e del pieno diventa il tema e il luogo dove concentrare il proporzionamento e l’affinamento della composizione.
Le ampie finestrature contenute tra il passo strutturale dei pilastri., presentando un’accentuato slancio verticale e lineare sulla facciata esterna, si ripropongono nella “controffacciata” verso l’ampia sala interna.
Il davanzale in legno esistente all’imposta delle finestre suggerisce la ricostruzione piena, mediante il tamponamento in cartongesso, della parte inferiore, comunque tamponata da panellature di facciata all’esterno.
Il modulo definisce una figura “isolata”, capace di caratterizzarsi in forma autonoma e di definire un ritmo nella ripetizione delle cinque campate. I vuoti qui ricavati sono un “arredo fisso contenitivo” realizzato a circa 60cm da terra per l’intero sviluppo dell’ufficio segreteria e della sala e possono servire da “scaffalature” d’appoggio temporaneo, alle spalle delle sedute-poltroncine dei consiglieri in riunione.
Articolazione dello spazio e impiantistica
Il senso prospettico della sala è accentuata dal ritmo dei vuoti e dei pieni allo scopo di “aprire” e definire una rinnovata profondità dimensionale, prima sottovalutata.
Lo studio del nuovo andamento di una controsoffittatura piana ed uniforme realizzata in lastre di cartongesso stuccato e tinteggiato diviene il principio ordinatore dello spazio interno. L’inserimento in continuità geometrica e/o lineare per la composizione dei corpi Illuminanti favorisce l’orientamento e “la dilatazione” degli spazi ed una definizione “variabile” (diurna e notturna) dell’ambiente ufficio “addomesticato” dagli arredi, dal colore e dalle finiture. L’impiantistica canalizzata viene nascosta nella soffittatura: si realizza così un sistema di climatizzazione estiva e invernale per integrare l’impianto termico autonomo esistente.
“Ameublement” e “furniture”… La lumiere, le couleur l’espace!
La rete di corrispondenze tra la struttura “elementare”dell’impianto planimetrico, gli alzati e gli elementi di arredo è caratterizzata dall’associazione e dall’ analogia del cromatismi scelti. Aldilà del blu utilizzato per la sola sala d’attesa, il gioco d’inversione del verde chiaro e del giallo-senape si ritrova nelle sedute delle poltroncine nell’open space: dove la parete è verde le sedute sono giallo senape, viceversa nell’ambito ufficio la parete è gialla (ugualmente trattata in stucco alla veneziana passato a cera) e le sedute verdi. Tale incrocio cromatico definisce un’atmofera unitaria nella separazione funzionale.

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Foto 1


Foto 2


Foto 3


Foto 4


Foto 5
 
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Progettisti
Progettista architettonico:  Arch. Francesco Campidonico  (SV) 

Imprese esecutrici
Opere edili:   Desalvo Fabio Artigiano Edile (IM) 
Serramenti:   3G Porte (SV) 
Impianto elettrico:   Bandini Diego (IM) 
Impianto condizionamento:   Bandini Diego (IM) 

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