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Categoria: Restauro e recupero di costruzioni esistenti

Titolo: LAVORI DI RESTAURO E RIQUALIFICAZIONE FUNZIONALE A FINI TURISTICI CENTRALINA IDROELETTRICA (CN)

2007

Capogruppo: Arch. Soave Luca


descrizione immagini persone localita

L’intervento in oggetto è finalizzato al recupero, restauro e riutilizzo di un complesso produttivo di grande interesse, avente come oggetto una risorsa naturale importante ed insostituibile quale l’acqua.
Il progetto s’inserisce nell’ambito delle azioni volte a promuovere e salvaguardare il patrimonio storico, architettonico ed ambientale di cui la Valle Grana è in grado di offrire in modo qualificato.
L’acqua quindi come fonte di energia, impiegata e sfruttata per lavorare e forgiare il ferro, tagliare e modellare il legno, macinare il grano…; una straordinaria testimonianza di un sistema organizzato funzionalmente, capace di sfruttare al meglio i mezzi che la natura e l’ambiente offrono.
La proposta progettuale inserita all’interno di un programma di rafforzamento dell’offerta turistica, ha previsto il riutilizzo della struttura, con l’allestimento di spazi per visite ed incontri.
Attrezzi ed utensili sono stati recuperati, (oltre ad altri già reperiti e donati da privati locali), allo scopo di realizzare un sistema propedeutico-divulgativo, di sicuro interesso, reso visitabile ed aperto a turisti, scolaresche, studiosi.
Una porzione del piano primo sarà adibita come centro divulgativo, oltre ad ospitare il museo della bicicletta, dedicato al famoso ciclista Carlo Durando, autore di grandi performance negli anni ’20, con materiale originale da esporre, messo a disposizione dai famigliari del campione.

Analisi dei luoghi
La struttura impostata planimetricamente su pianta rettangolare, presenta una struttura in pietrame a vista, articolata su due piani fuori terra, con orditura a falde e copertura in lose, affiancata da una tettoia in contropendenza.
Il piano terreno ospita la sala macine, il maglio, la sala macchine ed un locale nato come stalla poi trasformato in stanzino ad uso degli operai.
Al piano primo, a fianco dell’alloggio adibito a civile abitazione, trova spazio la vecchia falegnameria.
Le forme architettoniche, i materiali impiegati sono caratterizzanti il costruito locale, e come tale rivestono un carattere documentale che nella proposta progettuale si è voluto conservare. Gli interventi necessari al recupero ed al riuso della ‘fabbrica’ sono stati dosati, ricercando una coerenza nell’impiego di materiali disegni e modelli, consci che ogni intervento di conservazione è in primo luogo tutela dell’autenticità storica del manufatto, considerata sotto l’aspetto dell’integrità materiale.
L’analisi sul manufatto ha reso compatibile la vocazione al cambio di destinazione d’uso del ‘monumento’, i nuovi interventi secondo il principio della distinguibilità , hanno contemperato l’esigenza di ordine filologico per assicurare la riconoscibilità delle parti aggiunte senza falsificarne l’immagine attuale.

Natura dell’intervento
Sono state demolite le superfetazioni esterne non compatibili, rimosso l’orizzontamento posticcio, interno ai locali, le tramezzature interne non coerenti con le destinazioni future, effettuati i consolidamenti strutturali, realizzata la totale orditura e copertura del tetto, (consentendo ai fruitori una vista generale sulla struttura del tetto), realizzato un bagno “protetto” per persone con ridotte capacità motorie ai sensi della L.13/89. La rifunzionalizzazione è stata realizzata tramite l’allestimento di un percorso di visita strutturato all’interno della ‘fabbrica’ offrendo al visitatore aree didattico, esplicative e di visita.

Descrizione sommaria dei lavori
Piano terreno
I serramenti attuali, ove possibile, sono stati restaurati, quelli nuovi nel rispetto del disegno esistente, realizzati anch’essi in legno di castagno, completi di vetri a taglio termico, con finitura finale protettiva a cera, del tipo non pellicolante e resistente all’acqua;
rifacimento della copertura – ventilata; reimpiego delle orditure lignee recuperabili, con uso di legname asciato, non rifilato, restauro delle incavallature (capriate) realizzando le adeguate coibentazioni alla struttura con impiego di materiali ecologici in spessore;
materiale di copertura finale in pietre a spacco naturale ‘lose’, proveniente dallo smontaggio e da recuperi;
grondaia in legno;
muratura in pietra: pulitura con interventi a dosaggio controllato, ristilatura dei giunti ove ammalorati, con impiego di malta di calce a granulometria assimilabile a quella reperibile;
intonaci, con utilizzo di malte a base di calce idraulica naturale, con curva granulometria differenziata ed assimilabile agli esistenti;
rifacimento completo impianti termici ed elettrici;
consolidamento strutturale balconata esterna;
restauro delle parti lignee quali balconate, ringhiere secondo disegno;
rivestimenti lignei (tamponamenti in facciata, con impiego di tavoloni in castagno non rifilato accostati, protetti con impregnanti naturali, permettendo l’effetto di vuoti e pieni in facciata;
pavimentazioni interne realizzate mediante impiego di tavoloni in legno massello, inchiodati su magatelli e radici, e recupero dei battuti originali nel locale interrato;
tinteggiature interne realizzate con latte di calce e terre d’ombra, nelle tonalità concordate con la Sovrintendenza
Piano interrato
consolidamenti strutturali sala maglio e soletta sovrastante, con profilati metallici dimensionati all’occorrenza, lasciati a vista a dichiarare l’intervento;
interventi di pulitura delle volte e delle pareti in muratura di pietra, con successiva cauta rimozione dei materiali incoerenti, dei depositi superficiali e quant’altro;
porzioni di muratura in pietrame a vista, ristilate nei giunti ammalorati, riprese le piccole lesioni a cuci-scuci seguendo le trame esistenti;
restauro del canale esterno di adduzione dell’acqua, mediante idonei materiali; apertura del varco murario tra sala macine e sala maglio per ricreare un percorso funzionale oltreché di visita.

Considerazioni finali
L’approccio alla conservazione ed al restauro, ha riconosciuto come fondamentale l’indagine conoscitiva sul complesso: dalla materia, alla forma le relazioni col contesto (spazio-tempo e l’uomo) attraverso un percorso condotto tra la ‘conoscenza dei significati’ per giungere alla individuazione della matrice formativa
Le stratificazioni sono le radici della storia, i vincoli esistenti e da applicare quale via per preservare la memoria. L’obiettivo del nostro lavoro è stato quello di conservare l’esistente come materia e significato, attraverso la conoscenza storica e tecnologica: un progetto dove alla spazialità è reintegrata la sua temporalità.
Senza cadere nel ridicolo, falsificando una immagine ma riprendendo e legando il concetto di costruito con patrimonio ambientale-naturale.
L’intervento pur nell’uso consapevole di tecniche e tecnologie, dovrebbe – come lo intendiamo noi – essere condotto ‘in punta di piedi’, fare architettura non per essere ricordati ma per aiutare il ricordo.

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Foto 1


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Foto 4


Foto 5
 
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Progettisti
Progettista architettonico:  Arch.  Luca Soave (CN) 
Progettista termico:  Sig. Studio Tre di Taranto p.i. Domenico (CN) 
Progettista elettrico:  Ing.  Ezio  Pellegrino (CN) 

Imprese esecutrici
Opere edili:    A.T.I. Bruno Ferruccio Borgosegnaletica (CN) 
Opere edili:   Costruzioni Generali Crastore Luigi, Marco & C.  (CN) 

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