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Categoria: Restauro e recupero di costruzioni esistenti

Titolo: CHIESA DI S.PIETRO IN VINCOLI Restauro conservativo Adeguamento liturgico e impiantistico (CN)

2006 - 2007

Capogruppo: Arch. Violino Igor


descrizione immagini persone localita

L’adeguamento liturgico della Chiesa di S. Pietro in Vincoli in Piobesi d’Alba, richiede uno studio approfondito per le esigenze celebrative della comunità che vi si raccoglie. Idea comune entrando in Chiesa è quella di un luogo non troppo grande ed orientato verso l’abside mentre non si può non cogliere il forte impatto che hanno i quattro pilastri della navata centrale. A tal proposito, anche i banchi laterali addossati al muro della chiesa, contribuiscono a far percepire il senso di maginalità della celebrazione liturgica per coloro che si fermano lì a sedere. La filosofia del progetto che ci si appresta ad intraprendere è rivolta soprattutto a curare il rapporto che deve intercorrere tra l’assemblea ed il/i celebranti o meglio i rapporti spaziali tra presbiterio e navate volendo creare, per quanto possibile, la possibilità di “vedere” anche fisicamente la celebrazione. A questo va aggiunta la richiesta di spazi ulteriori per permettere ad una popolazione sempre più numerosa di partecipare in toto ai riti liturgici. Da queste considerazioni a cui si sono uniti molti tentativi progettuali, nasce l’idea di sopraelevare il presbiterio di circa 30 cm (corrispondenti a due gradini in prossimità dei muri centrali, come la configurazione architettonica della fabbrica richiede), le cappelle laterali a quota +15 cm (anche per permettere ai portatori di handicap di poter seguire la messa entrando e stazionando nella cappella laterale sinistra in cui è presente un ingresso complanare con il livello del marciapiede esterno) mentre le navate centrale e laterali rimarranno a quota +0.00 cm assolvendo, in tal senso, alle questioni liturgiche da un lato e a quelle popolari dall’altro attraverso una migliore distribuzione degli spazi e possibilità di partecipazione persone anche con limitate capacità motorie; le sedi saranno disposte a 45 gradi rispetto ad altare ed ambone per pemettere la visione dell’assemblea senza essere ostacolati dall’ingombro dei vari poli liturgici. L’altare stesso, centro logico dell’assemblea, verrà arretrato e posto sotto il cupolino del presbiterio in modo tale da essere “visto fisicamente” anche dalle cappelle laterali; sarà riprogettato (poiché evochi realmente non solo il senso di mensa ma anche quello di sacrificio e al contempo non sia solo un tavolo ma anche un’”ara”) in materiale solido come simbolo sia teologico che architettonico ma secondo forme nuove e armoniche perchè sia dichiarato l’intervento e chiunque riconosca non un falso storico ma un progetto coevo al tempo del restauro secondo i dettami delle Carte del restauro e di quella sincerità dell’opera voluta da Camillo Boito. Parimenti sarà collocato l’ambone che richiama l’antico significato di salire come luogo della parola che viene annunciata: la forma non si ferma ad uno scarno sostegno di un libro manifestando in tal senso un’incertezza delle forme architettoniche ma piuttosto una tribuna da cui si proclama l’annuncio più grande; riprenderà lo stesso modulo artistico dell’altare a dichiarare il desiderio di celebrare nei due elementi un unico mistero liturgico e sarà posizionato a sinistra dell’altare ma più avanti proteso verso l’assemblea. Verrà riprogettato inoltre il fonte battesimale plasmato secondo lo stile dei nuovi arredi sacri in progetto: collocato nella navata di sinistra ma a ridosso del muro longitudinale vicino ad esso troverà spazio solo il cero paquale cosicchè libero da statue ed immagini diverse dall’annuncio che si vuol dare, favorisca la partecipazione comunitaria. Rimarrà poi un unico confessionale sistemato nella navata opposta frontalmente al battistero; ecco allora che al principio troverà spazio il fonte battesimale, proseguendo si arriverà dinnanzi al presbiterio e quindi all’eucarestia mentre ritornando indietro saremo al cospetto del confessionale per poi uscire, ripercorrendo in tal senso, il cammino della fede. In ultimo il tabernacolo per la conservazione del pane eucaristico sarà collocato nella cappella di sinistra, che diventa a tutti gli affetti Cappella dell’Adorazione, luogo per la preghiera personale adatto a richiamare la presenza di Cristo: proprio qui si intende liberare la volta affrescata controsoffittata nel 1950 e, dopo attento restauro, riportarla a quella dignità che le è propria riconsegnandola in tal senso alla popolazione. La Cappella dell’Adorazione e la sacrestia diventeranno un tutt’uno con un’unica copertura voltata e dipinta divisi solo da una doppia parete in progetto (con una altezza di circa 3 metri per godere della totalità della volta e non soffocarla) per assicurare la diversa funzione degli ambienti. Per quanto riguarda poi il restauro pittorico, oltre alla riproposizione della volta nascosta si opererà soprattutto con una pulitura del tinteggio presente attualmente supportato da brevi integrazioni ove richiesto dalla fabbrica. Metodologicamente si dovrà procedere allo sgombero ordinato di tutti gli arredi sacri presenti nell’edificio, disfare il pavimento in piastrelle di marmo e graniglia sino ad arrivare al livello di risanamento già operato nel precedente restauro preparando il fondo secondo le relative quote di progetto mentre si dovrà spicconare l’intonaco umido e degradato sino al vivo dei muri e fino alla quota individuata precedentemente in fase di progetto (cantiere della conoscenza) attraverso strumento di diagnostica. A tal punto, si metterà in opera un sistema di riscaldamento a pavimento seguendo le linee architettoniche richieste dall’adeguamento liturgico nonché i collegamenti necessari per l’impianto elettrico. Passo successivo la formazione di intonaco deumidificante a base di calce idraulica naturale completo di rasatura finale dato sul supporto murario precedentemente lavato e trattato con intonaco antisale comprese le risagomature basamentali. In ultimo si poserà il nuovo pavimento che tornerà ad essere in mattonelle di cotto come si presentava prima dell’intervento del 1977 secondo i dettami di un corretto restauro filologico. Infine si procederà al ripristino dell’apparato decorativo sulle superfici intonacate rifatte mediante applicazione di pittura minerale ai silicati con ripresa e ripristino delle decorazioni precedenti. La messa in opera dei nuovi corpi illuminanti unitamente alla ricollocazione e riprogettazione degli arredi sacri permetteranno alla Chiesa Parrocchiale di S.Pietro in Vincoli di riprendere la funzione che le è propria. Per quanto riguarda l’esterno invece, si vuole ridare dignità alla facciata principale trasformando, attraverso una sagramatura leggera di calce idraulica naturale, la sopraelevazione Novecentesca in sfondo, senza peraltro eliminarla in quanto ormai storicizzata partendo dalla iconografia storica reperita nel tentativo di evitare un de-restauro. L’uso di materiali compatibili con l’apparecchio murario, mattonelle in cotto a ricordare il pavimento storico, forme leggere e semplici per gli elementi di arredo oltrechè una adeguata illuminazione che risalti e sottolinei i vari momenti del cammino di fede, nel pieno rispetto delle Carte del Restauro e della “notorietà” dell’opera voluta da Camillo Boito, assicureranno all’edificio nuova dignità e respiro consapevoli che il restauro è attività finalizzata alla conservazione della fabbrica cui si rivolge e fatto complesso di cultura e come tale esige una mentalità aperta unitamente al possesso di una vasta ed articolata formazione storica, artistica, scientifica e tecnica oltrechè una multidisciplinarietà di attori. Pur cercando di rispettare rigorosamente i canoni del restauro conservativo consapevoli che la ragione del progetto di restauro è già fissata nella pietra, è da leggere nel monumento ed altresì è espressa dalle relazioni tra le sue parti, avendo a che fare non solo con i libri di carta ma anche con i libri di pietra ossia con i problemi concreti del cantiere di restauro, si è consci che la conservazione deve scontrarsi con l’innovazione necessaria ad assicurare la funzione/fruizione di un’opera d’arte.

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Progettisti
Progettista architettonico:  Sig. Igor  Violino (CN) 
Progettista termico:  Ing. Gino Cervato (CN) 
Progettista elettrico:  Ing. Edoardo Rivetti (CN) 
Progettista elettrico:  Sig.  Igor Violino (CN) 

Imprese esecutrici
Serramenti:   Pino Coppola (CN) 
Impianto elettrico:   SIECIP s.r.l. (CN) 
Impianto termico:   GreenTec Impianti s.a.s. (CN) 
Opere di restauro:    Dellarocca Restauri (CN) 
Opere di restauro:    Enrico Salvatico (CN) 
Opere di restauro:    Cesare Pagliero (CN) 

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