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Categoria: Restauro e recupero di costruzioni esistenti

Titolo: RIQUALIFICAZIONE DI SPAZI SACRI NELLA CHIESA DI S. ANDREA APOSTOLO (CN)

2007 - 2008

Capogruppo: Arch. Bodino Romano


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Luogo ed epoche
La Chiesa di S.Andrea Apostolo, in centro storico all’angolo di Via S.Andrea con Via Trossarelli, con il suo complesso di fabbricati ed aree libere, da quasi quarant’anni oggetto d’interventi di riqualificazione e restauro, costituisce importante polo d’aggregazione religioso, storico, culturale.
Agl inizi ’70, riforma liturgica e l’interrogarsi sugli spazi per rinnovamento strutturale e maggior partecipazione avevano condotto ad analisi su quest’ampia area piuttosto trascurata ed in stato di degrado.
Fu realizzato un progetto generale, poi attuato per parti.
Già nel Theatrum Sabaudiae l’insieme, attiguo ad uno dei bastioni prossimi a Piazza Vecchia ed agli importanti palazzi di Via S.Andrea, si propone con forza. Non sono ancora presenti le “cappelle”in aggetto rispetto al campanile, via Trossarelli è quasi una piazzetta, ove confluisce via Miretti. Da questa si accedeva al portico della chiesa il cui ingresso era ad ovest. In una planimetria del 1795, le cappelle sono presenti ma la via è ancora interrotta da fabbricato ad ovest.
Turletti ricorda che le sue origini sono anteriori al secolo decimo, che fu parrocchia di Corte, che quanto rinvenuto nella ripavimentazione di secondo ottocento conferma precedente impostazione a tre navate volte a levante, con sacrestia nel sito ora occupato dal campanile.
La chiesa, soggetta a devastazioni Saracene, Unne, di mercenari d’Amedeo VI, era stata ribaltata di 180°, dal priore Longoventre a fine trecento. Caserma nelle guerre di Carlo V e Francesco I a metà cinquecento con nuovi guasti è restaurata dal priore Galateri. Con i francesi di Catinat, è usata come ospedale. Subentrano truppe tedesche ed a fine seicento, dopo la battaglia di Marsaglia, ancora i francesi. Con successive ristrutturazioni; si costruiscono absidi di coro e presbiterio, s’innalza il campanile. La chiesa diviene a cinque navate, crescono le cappelle. Prime, la congregazione di S.Filippo e Barattà e la compagnia di S. Giuseppe che s’avvale di disegno di Juvarra per l’altare, poi la navata anulare attorno al coro dei canonici con altari di sarti, falegnami, muratori. Nel 1767, vi viene sepolta la principessa Isabella di Carignano. Seguono altre epoche, altri abati, altre opere edilizie: pavimentazioni, presbiterio, arredi. A metà anni ’70 del secolo scorso, si scoprono importanti affreschi altomedievali sotto al campanile, due cicli sovrapposti, la cappella di S. Nicola che nel decennio successivo è restituita al volume originale e restaurata. Sono seguiti rifacimenti di sagrato interno ed esterno, restauri di tele, restauri nella sacrestia, arredi, coro dei canonici. In epoca recente si sono effettuati interventi in locali per i giovani, rifatta la facciata su via Trossarelli, consolidato il campanile.
Per farvi fronte, la parrocchia si è privata di terre e proprietà. Ci sono stati contributi del Comune, Ministero Beni Culturali, Cassa di Risparmio di Savigliano, Fondazioni Bancarie. I fedeli hanno risposto con generosità agli appelli accorati, il Rotary è intervenuto per il restauro di raffigurazione sindonologica, privati e Lyons per restauri di tele. Il problema ora più urgente era la ripavimentazione della chiesa per gli estesi e profondi avvallamenti e rotture. Di ciò, e della costruzione di un nuovo presbiterio il gruppo ha avuto incarico dall’Abate don Sergio Boarino avvalendosi, per impiantistica termica dell’ing. Marco Surra, per l’elettrica del perito Giuseppe Aragno, per le strutture dell’ing. Giuseppe Pistone.
Il rinvenimento di rilievo eseguito da C. Turletti in occasione dello sterro del 1879 è stato fonte d’informazioni su quanto ritrovato un secolo e mezzo addietro al disotto della pavimentazione. Ad inchiostro nero con parti in rosso altre in azzurro, evidenzia le murature di fondazione dell’antica chiesa a tre navate, mostra quali pilastri vi si siano sovrapposti, individua gli ampliamenti, descrive sepolture. Un “assaggio” del giugno 2002 ha permesso riscontri del perimetro antecedente.
In assai cattivo stato, ribassato rispetto ai piani esterni ed interni circostanti, il pavimento, a piastrelle cementizie beige, rosse, nere, presentava rigonfiamenti, bolle, segni vistosi d’umidità con difficoltà d’accesso per disabili ed anziani costituite dai gradini d’ingresso ed altri interni. La zona presbiteriale, addossata alla precedente settecentesca, risaliva a fine ’70 ed era costituita da elementi modulari rimovibili con altare, ambone e sedi, liberi di scorrervi a slitta, su “rotaie” in legno e pavimento è in moquette.

 

Relazione tecnico-illustrativa del progetto
Il progetto realizzato è l’ultimo d’una serie d’ipotesi. Scartato il ripristino del pavimento ottocentesco in quanto la quantità degli elementi da sostituire, introvabili in tali dimensioni, presupponeva ampio numero di “forme”, costi piuttosto elevati e dubbi sul risultato che difficilmente avrebbe eliminato tutti i guasti ed inconvenienti. Una nuova pavimentazione offriva l’opportunità per il nuovo presbiterio definitivo, un rifacimento d’impianti di riscaldamento, elettrico ed amplificazione sonora. Con l’apporto di don Paolo Tomatis, consulente liturgico, sono state formulate varie possibilità. Costante, il prolungamento, tramite una piattaforma rapportata all’esistente settecentesco, del presbiterio all’incrocio della navata centrale col transetto principale.
Lo studio era stato preceduto da un rilievo accurato e contatti “in loco” con Soprintendenze e componenti Commissione Arte Sacra mentre il già ricordato sondaggio al di sotto del pavimento nella navata destra ha verificato l’attendibilità del rilievo Turletti circa il muro settentrionale della vecchia chiesa.
Una proposta d’innalzamento dell’intero pavimento con riduzione di barriere architettoniche comportava modifica alle zoccolature di porte e predelle d’altari laterali per cui si decise il mantenimento di piani e volumi attuali, con un sottofondo aerato e minuziose analisi nel sottosuolo di tipo archeologico, e la creazione d'un paio di rampe d'accesso.
Il nuovo presbiterio propone in pianta un ribaltamento di 180° del “ferro di cavallo” absidale, è allo stesso piano del vecchio ma da esso separato dalla vecchia balaustra di marmo, mantenuto così come il retrostante pavimento. Quattro, a blocchi in massello, i gradini circolari, il primo con pedata più ampia. L’altare è un parallelepipedo con ambone a destra e sede a sinistra dinanzi alla balaustra.
Tutti sono stati disegnati con utilizzo d'una stessa curva parabolica. Il tabernacolo è rimasto nell’"Altare Maggiore” mentre nella scelta dei materiali lapidei, si è mirato a colori chiari per rischiarare l'ambiente piuttosto buio
Per altare, ambone, sedi, utilizzo di pietra di Gerusalemme spazzolata, a blocchi giunti direttamente dalla Palestina, così come per il nuovo pavimento dell’aula che ripropone nella diversità di pose e dimensioni di lastre, l’impostazione a croce latina accentuata da striscia in marmo rosso di Francia che s'assottiglia sino all'altare con inserti, sul pavimento del presbiterio, di marmo verde di Frabosa. Una linea a terra dei giunti di dilatazione testimonia l’antica forma dell’aula romanica.
La cappella di S. Nicola, la parte più antica, a ricordo del tipo di pavimentazione antecedente al 1879 era ripavimentata in cotto che si è mantenuto così come gli altari di S. Sebastiano e S. Giuseppe a seminato ed intarsi. Talune balaustre ed altari sono state consolidati e la rimozione di recenti zoccolature di marmo nero, interessati da ampie efflorescenze, ha permesso di constatare come i precedenti, sottostanti, fossero a semplice intonaco finto marmo grigio. Per quanto riguarda il riscaldamento, il precedente impianto ad aria calda alimentato da unità di trattamento ed immessa tramite bocchette di diffusione a parete e griglie a pavimento è stata rimossa e sostituita da impianto termico a pannelli radianti sottopavimento collegato a teleriscaldamento.
I livelli d’illuminamento si presentavano piuttosto bassi, si è rimediato con utilizzo di nuovi corpi illuminanti, sui cornicioni, a fasci larghi per luminosità globale e fasci stretti per evidenziare talune aree e superfici. Rifatto l'impianto d'altoparlanti con inserimento anche di sistema di aspirapolveri fisso. L'illuminazione naturale diurna è stata migliorata con la scopertura di vetrate ellittiche su navata principale prima buie perché sottostanti alle tegole delle navate laterali. I lavori sono iniziati subito dopo Pasqua 2007 con rimozione di arredi e tele, copertura di altari e lampadari, della pavimentazione. Rimossi sottofondi e macerie, sono iniziati gli scavi di natura archeologica con ritrovamento della antica chiesa romanica precedente al ribaltamento, d'innumerevoli tombe, reperti di varie epoche che sono stati tutti accuratamente ripuliti, catalogati, fotografati. Per un paio di mesi i lavori sono stati interrotti ed una pedana metallica allestita specificatamente ha permesso a tutta la comunità, locale e non, di visionare, a piccoli gruppi accompagnati da architetti ed archeologi, quanto emerso nel corso degli scavi. Dopo una più decorosa sistemazione delle quantità d'ossa sparse ritrovate, su tutto il fondo di scavo ed a copertura di murature romaniche ed antiche fosse di fusione per campane è stato collocato un doppio strato di tessuto non tessuto, ghiaia, elementi tipo igloo, reti elettrosaldate, getto. Anche gli altari laterali, poggianti solo su terra, sono stati inferiormente arieggiati. Le lastre di pietra del pavimento sono state posate a calce mentre la costruzione dei monilitici gradini tondi del presbiterio è stata risolta con la collocazione d'un grande compasso metallico telescopico sia in altezza sia in pianta identico ad altro allestito nel laboratorio di Bandito di Bra dove le pietre erano lavorate. Altare e sedi, considerato il loro peso, sono stati costruiti rispettivamente in quattro e tre blocchi e giuntati con fughe in Rosso di Francia. Un crocefisso di legno è stato sospeso alle spalle dell’altare. Per la domenica delle Palme 2008, i lavori erano conclusi. Dopo Pasqua, la dedicazione dell'altare da parte del cardinale Poletto.

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Foto 1


Foto 2


Foto 3
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Progettisti
Progettista architettonico:  Arch. Romano Bodino (CN) 
Progettista architettonico:  Arch. Bartolomeo Buscatti (CN) 
Progettista architettonico:  Arch. Maria Luisa Durando (CN) 
Progettista architettonico:  Arch. Osvaldo Tortone (CN) 
Progettista termico:  Ing. Marco Surra (CN) 
Progettista elettrico:  Sig. Giuseppe Aragno (CN) 

Imprese esecutrici
Opere edili:   Edilizia Moderna di Gandolfo F.lli (CN) 
Impianto elettrico:   A.B. di Andrea Bonavia (CN) 
Impianto termico:   S.D. Termosanitaria s.n.c. (CN) 

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