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Categoria: Restauro e recupero di costruzioni esistenti

Titolo: LAVORI DI RESTAURO E RIUSO DEL CASTELLO DORIA (IM)

2006 - 2007

Capogruppo: Arch. Folli Andrea


descrizione immagini persone localita

Inquadramento
Il Castello Doria di Dolceacqua è situato nell’entroterra ligure, nella parte più occidentale della regione, in provincia di Imperia. Costituisce l’emergenza architettonica più rilevante dell’intera vallata nella quale è ubicato, denominata val Nervia. Sotto l’aspetto monumentale e paesaggistico rappresenta un’opera unica insieme al Borgo che si sviluppa a gironi intorno alle sue mura.

Vicende storiche
Prima degli interventi di restauro realizzati versava nello stato di rudere per la maggior parte delle strutture, essendo stato abbandonato per circa due secoli e mezzo, ovvero dal 1745. Il degrado e il dissesto (che in molti casi si è evoluto definitivamente in crollo) hanno continuato la loro azione fino ai nostri giorni. Ciò che è pervenuto è solamente una porzione della struttura costitutiva, ovvero la muratura, essendo andata per sempre perduta la sontuosa e raffinata parte decorativa che, a partire dal XV secolo, ricopriva le murature in pietra dell’intero castello al tempo in cui si trasformò da maniero fortificato a palazzo nobile della più potente famiglia genovese: i Doria.

Lavori di restauro
Al fine della riutilizzazione del Castello Doria, nonché della sua conservazione, si è intervenuti sulle imponenti strutture orizzontali e verticali che versavano in pessimo stato di conservazione e necessitavano di lavori urgenti di messa in sicurezza definitiva.
Si è proceduto eseguendo un rilievo metrico e materico rigoroso di tutte le strutture murarie e delle pavimentazioni oggetto di restauro, individuando con grafie diverse le tipologie costruttive e/o le loro patologie. In seguito sono state individuate puntualmente, tramite delle indicazioni numeriche che rimandano ad una legenda presente su ciascuna tavola, le cause del degrado e le soluzioni di intervento previste.
Particolare attenzione è stata riservata all’impiego di una malta di calce compatibile sia per le caratteristiche chimiche sia per quelle estetiche, riprendendo il più possibile i toni della pietra locale utilizzata originariamente per la costruzione dei muri.

I lavori di riuso
Oltre ad interventi di restauro il progetto ha contemplato anche la rifunzionalizzazione del Castello Doria al fine di renderlo fruibile e visitabile. Ogni nuovo inserimento è stato calibrato con l’intento di lasciare il più possibile inalterate e leggibili le imponenti strutture preesistenti.
La grande corte aperta centrale (storicamente denominata cortile d’Onore) è stata dotata di un palco in legno sul quale è possibile realizzare spettacoli e rappresentazioni teatrali, il cui sfondo scenico è costituito dai suggestivi resti del castello.
Non essendo rimasti spazi coperti di dimensioni sufficienti (le strutture orizzontali sono per la maggior parte crollate negli anni e sono rimasti quasi esclusivamente i paramenti verticali) si rendeva inoltre necessario dotare il castello di un ambiente chiuso e coperto nel quale poter ospitare in ogni stagione eventi (mostre, convegni…).

La sala in vetro
Per la realizzazione della sala polivalente si è individuata una zona appartata, precedentemente conclusa da strutture voltate delle quali restano ancora visibili tracce sulla muratura e alla quale si accede tramite uno scalone esterno posto direttamente nel cortile d’Onore. Le caratteristiche del luogo, molto suggestivo in quanto rudere caratterizzato da murature imponenti e dal forte spessore, dovevano restare invariate e i numerosi scorci che si creavano naturalmente dovevano essere valorizzati e moltiplicati. La trasparenza e i riflessi del vetro uniti alla leggerezza della struttura in ferro sono parsi fin dall’inizio il punto di partenza migliore per accentuare tali caratteristiche. I colmi della copertura centrale, dalla forma piramidale come le coperture delle torri principali, realizzati anch’essi in vetro, così come le porzioni di copertura piana trasparenti, creano dei “tagli”, delle nuove angolazioni e punti di vista, che rendono il castello sempre percepibile nella sua essenza. Per non alterare l’aspetto esteriore del monumento, ormai storicizzato allo stato di rudere, la struttura non doveva essere evidente dall’esterno. A tal fine si è deciso di arretrare la sala dalle murature che prospettano sull’esterno, venendosi a creare in questo modo degli inconsueti “corridoi” interni/esterni.
Le ampie superfici orizzontali piane di copertura, realizzate anch’esse in vetro, sono state progettate per sopportare i carichi accidentali previsti per legge (neve e persone). A tal fine le lastre di vetro stratificato a fissaggio puntuale sono state “armate” con un sistema di tiranti e puntoni che gli consentono di sopportare tali sollecitazioni a flessione.

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Progettisti
Progettista architettonico:  Arch. Andrea Folli (IM) 
Progettista strutturale:  Sig. Polar Glass in SYSTEM (CN) 
Progettista strutturale:  Ing. Claudio Perrino (IM) 
Progettista strutturale:  Sig. (CN) 

Imprese esecutrici
Opere edili:   EDIL Atellana (CN) 

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