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Categoria: Restauro e recupero di costruzioni esistenti

Titolo: Restauro e Risanamento Conservativo della Canonica di San Siro (IM)

2000 - 2007

Capogruppo: Arch. Bracco Rosangela


descrizione immagini persone localita

II problema del restauro e del recupero di antichi organismi edilizi è assai complesso e su di esso le teorie, dai tempi di Giovanni Battista Vico ad oggi, si sono succedute, con intersecazioni nella filosofìa e filologia attraverso dispute assai aspre sui criteri di “certo” e “vero” quali possibili riferimenti per la conservazione del costruito.
La Canonica, monumento compreso nel gruppo medievale di S. Siro, ha un primitivo impianto risalente al XII secolo, ancora parzialmente leggibile nella tipologia della facciata su Piazza Eroi fino al primo marcapiano e nelle tracce di finestre a bifora presenti sia su tale facciata che su quella del retro, prospettante nell’antico “Resetto”, ossia il cortile dei Canonici.
Nel corso dei secoli al primitivo volume sono stati aggiunti, per sopraelevazioni successive, tre piani fuori terra, con accessi indipendenti sostanzialmente costituiti dai due vani scala che si dipartono dal Resetto interno e che, con un complesso gioco di rampe impostate su volte rampanti e pianerottoli con volte a crociera, collegano i vari appartamenti le cui quote di solaio sono spesso, a livello dello stesso orizzontamento, mediamente sfalsate di circa 40 cm. e senza collegamenti orizzontali fra le stesse.
I corpi di fabbrica così strutturati, stante la manica dell’edifìcio assai limitata (m. 6,00 circa) determinano la presenza di molti locali di dimensioni ridotte ed accessi irrazionali.
Dal 1961 non era più stata eseguita alcuna opera di manutenzione e, alle già precarie condizioni del fabbricato si erano aggiunti interventi a carattere di supertettazione che avevano gravemente inciso sull’aspetto architettonico dello stesso; tra questi spiccavano oltre alla veranda del piano terreno, gli ampliamenti dei piani alti con rialzi volumetrici, modifiche arbitrarie alle falde dei tetti, all’impiantistica, agli scarichi ecc., nonché alla struttura con aperture nei muri di spina e nelle facciate.
Appare chiaro come ne sia derivata la necessità progettuale di ricondurre l’edifìcio, laddove possibile per lettura storica e/o tipologica degli elementi architettonici, all’antica espressione attraverso interventi di restauro rigorosi ed attenti alle preesistenze, ed in seguito restituire alla committenza una possibilità di utilizzo unitario razionalizzando i collegamenti interni sia verticali che orizzontali, superando le diverse quote di impianto dei solai.
Per quanto concerne i criteri progettuali adottati la consapevolezza di dover entrare in contatto con una entità estremamente complessa la cui conoscenza non è ancora definitiva ha determinato da parte della scrivente , da un lato un atteggiamento progettuale di estremo rispetto e recupero delle preesistenze, dall’altro, e laddove tali preesistenze non avevano alcuna valenza storica ma anzi si configuravano come veri e propri interventi arbitrari sull’esistente, eseguiti in epoca recente, legati a mere e sporadiche esigenze di utilizzo (aperture vani, passaggi, canalizzazioni varie, asportazione e/o occlusione elementi di facciata), una progettazione attuale, di facile lettura, vistosamente contrapposta agli elementi antichi, e tale da razionalizzare l’utilizzo unitario dei locali interni, evitando “i falsi” ed il “ricostruito in stile”.
Ne discende che era improponibile, per i piani alti dell’edificio, vistosamente aggiunti al primitivo impianto, una riproduzione in “fac-simile” e comunque infedele di ciò che era: il progetto attuato distacca nettamente tale porzione dell’edificio da quella del XII secolo, evitando volutamente false bifore o fasciamenti in pietra che avrebbero mistificato il valore storico dell’edifìcio, sottraendogli autenticità ed autorità. La corretta pratica del restauro si è pertanto espressa nella tutela attiva, nella cura e manutenzione e nella non manomissione del costruito avente valenza storica.
Sono stati pertanto proposti ed in buona parte eseguiti i seguenti interventi.
Facciata su Piazza Eroi
1) Ricostruzione delle bucature originali e relativa facciata in pietrame fino al primo marcapiano, come da preesistenze individuate: tale intervento ha compreso il ripristino delle bifore originarie (cui ne sono state affiancate due sul lato Piazza Eroi alle due estremità) le cui colonnine andate perdute sono state eseguite in ardesia per cui la tipologia ed il fattore cromatico consentono l’esatta distinzione tra le preesistenze ed il nuovo intervento.
2) Razionalizzazione delle bucature ai piani superiori, con riapertura dell’originario loggiato lato Piazza Eroi e sostituzione dei serramenti con vetrate che consentono comunque l’utilizzo dei locali.
3) Occlusione di tutte le bucature operate sulle facciate nel corso degli anni e non aventi alcuna rilevanza architettonica, ma anzi costituenti degrado, con ricostruzione laddove possibile dei conci in pietrame.
4) Riapertura dei vani finestra occlusi o disassati rispetto alle nicchie che li alloggiano.
5) Asportazione delle facciate di tutti i cavi, tubi, scarichi, ecc. presenti, con relativa razionalizzazione ed incasso nelle murature.
6) Intonacatura con tinteggiatura ai silicati della facciata oltre la cornice del 1º marcapiano.
La porzione di muratura di antica fattura (conci in pietra di Verezzo) è stata sottoposta a sabbiatura e ripulitura con integrazione degli elementi mancanti attraverso puntuali interventi di sostruzione eseguitI con pietrame reperito in Francia,lavorato a scalpello e “trattato” con il calore della fiamma (cannello) onde ottenerne un effetto “sfogliato, corroso”.
7) Sulle coperture sono state eliminate le evidenti sopraelevazioni e distorsioni delle falde con realizzazione di tre elementi di copertura a colmo decrescente, il cui manto che era caratterizzato da elementi vari di laterizio, lamiere, ecc è stato realizzato in tegole marsigliesi, con canale di gronda in rame.
Lo scavo archeologico condotto contestualmente ,di concerto con la Soprintendenza Archeologica, ha documentato una complessa e straordinaria sequenza stratigrafìca databile in un arco temporale di ben 2000 anni! Il materiale recuperato è tutto di età romana imperiale: frammenti di ceramica sottile (tra le quali alcune decorate con sabbia di età tarda augustea-tiberiana), ceramica sigillata aretina, sigillata sud-gallica e africana ,frammenti di anfore africane Infine, utile per un primo inquadramento cronologico, è stato rinvenuto un frammento di tegola con bollo con lettere incavate (HEREN) riferibili a materiali di produzione di un certo Lucio Herenni Optati, noto commerciante di materiali edili in tutta la costa mediterranea tra la Spagna e la Liguria nel II sec. dopo Cristo; tale rinvenimento è simile ad un frammento ritrovato anche nel vicino battistero nello scavo di Lamboglia.
Sono ancora da attuarsi tutte le opere sulla facciata del Resetto e negli interni, con eliminazione delle tramezzature che occludono ambienti ad unico orizzontamento (volte a botte o crociera, il collegamento dei locali in senso orizzontale con superamento attraverso scalini e/o rampe delle differenti quote di solaio, il collegamento verticale dei locali attraverso un ascensore interno fruibile da portatori di handicap, la cui localizzazione si propone di ridurre al minimo l’impatto demolitorio sulle volte, tenendo forzatamente conto della non rispondenza dei locali di proprietà dell’Istituto ai vari piani; dal punto di vista archeologico particolare valenza avrà la riapertura/ripristino dell’antico colonnato scoperto in fase di sondaggi sulle murature, ed il collegamento dello stesso (attraverso un’ampia arcata) al Resetto ed al lato Piazza Eroi.
I locali verranno destinati a uffici e/o ambienti espositivi-museali, secondo le esigenze della committenza.
La scrivente auspica vengano reperiti i fondi necessari alla prosecuzione del restauro ed un nuovo impulso degli scavi atti alla comprensione di una delle aree cruciali per la nascita e lo sviluppo della città, nonché il recupero a cura dell’Amministrazione Comunale della piazza, occlusa e mortificata da strutture non consone (chioschi in lamiera per vendita fiori e gadgets).

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Progettisti
Progettista architettonico:  Arch. Rosangela Bracco (IM) 
Progettista strutturale:  Sig. Studio Angelino Ingegneri (CN) 

Imprese esecutrici
Opere edili:   VIALIT Costruzioni Generali s.p.a. (IM) 

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