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Categoria: Nuove costruzioni

Titolo: CASA DELLA CARITA' (IM)

2006 - 2007

Capogruppo: Arch. Rossi Mario Clemente


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La Casa della Carità è un centro di accoglienza ed indirizzo per i bisognosi.
L'intero complesso è sviluppato in circa 1050 mq. di superficie coperta, può ospitare fino ad 80 persone al giorno ed occupa circa 12 volontari ed addetti. Il complesso della Casa della Carità di Imperia è il risultato della volontà del Vescovo di Albenga ed Imperia di costruire un centro di prima accoglienza per i bisognosi, per le famiglie in difficoltà e per far fronte alle emergenzesociali sempre più diffuse nel territorio diocesano.
Il complesso è stato costruito in un luogo di valore panoramico estremamente ambìto da appetiti speculativi, in corrispondenza della cornice collinare di Imperia Oneglia in un quartiere residenziale di prestigio.
Originariamente il terreno era occupato da un edificio scolastico di scarso valore architettonico ma di discreta rilevanza in quanto costituiva un riferimento aggregativo e sociale del quartiere; il progetto ha tenuto conto di tale edificio, della originaria composizione volumetrica, dell'acclività del terreno e delle alberature esistenti, le quali sono state completamente mantenute ecostituiscono parte attiva della composizione dell'edificio.
Il progetto definisce un complesso articolato in quattro corpi di fabbrica che, distinguendosi, identificano le unità funzionali interne. Nella Casa della Carità trovano posto il banco alimentare, il centro di ascolto, il dispensario di indumenti, gli spazi assistenziali per la formazione e la ricreazione dei volontari Caritas, la mensa per i poveri e gli spazi per l'accoglienza diurnae notturna.
L'impianto planimetrico è disposto attorno ad un chiostro interno al cui interno è ospitata una cappella, mentre ai margini sono presenti alcuni giardini ed un campo ricreativo.
La distinzione dei corpi di fabbrica identifica le varie funzioni esercitate: il corpo porticato corrisponde all'ingresso ed alla prima accoglienza, il corpo in basso ospita gli uffici e gli spazi funzionali, mentre nel corpo più alto sono disposte lecameredi accoglienza notturna.
L'edificio si rivolge alla città attraversola facciata del corpo di ingresso, che è caratterizzata e definita da un portico ad ordine gigante; con esso si manifesta sia il messaggio di accoglienza sia quello di istituzionalità, caratteristiche peculiari delleattività svolte nella Casa della Carità. Il corpo degli uffici è ad un piano ed è facilmente accessibile dai volontari affinché la gestione corrisponda con un efficace presidio.
Il corpo delle camere è articolato su due piani ed ospita gli spazi notturni ed i relativisaloni ricreativi.
La cappella nel chiostro è stata progettata in conformità a quanto espresso nella Nota Pastorale del 1993 a cura della Commissione Episcopale per la Liturgia della CEI.
La Nota stabilisce che il rapporto tra edificio religioso e quartiere abbia valore qualificante e debba essere messo in relazione ed entrare in dialogo con il contesto, arricchendolo.
La Nota Pastorale manifesta inoltre l'esigenza di coordinare l'intero sistema progettato in maniera che sia mantenuta efficace la riconoscibilità urbana delle funzioni dell'edificio non tanto attraverso l'introduzione di segni aggiuntivi ma, nei limiti del possibile, attraverso adeguate pause architettoniche quali volumi, sagrato, cortile, giardino, contenenti elementi evocativi che orientino tematicamente e plasticamente allo spazio ecclesiale.
La cappella assume il valore plastico di elemento a cui è affidatala riconoscibilità del complesso della Casa della Carità.
La pianta è tracciata in accezione contrastante con la regolarità della scansione planimetrica del complesso. Il disegno della pianta evoca il segno dell'abbraccio rivolto verso la Città, mentre l'alzato della parete perimetrale rende visibile il complesso costituendo riferimento per la Città.
Internamente l'ambiente è raccolto e rivolto verso la Custodia Eucaristica. Lo spazio interno è connotato dalla luce che accarezza il muro curvo ed entra in corrispondenza del presbiterio. La copertura della cappella è completamente staccata dalle pareti ed è sostenuta da 14 montanti in acciaio in piatti accoppiati, tanti quante sono le stazioni della Via Crucis, celebrazione “introdotta” nella disciplina cristiana da San Leonardo da Porto Maurizio, patrono di Imperia.
I materiali utilizzati per la costruzione della Casa della Carità sono la luce, l'intonaco bianco, la pietra a vista, il laterizio, il rame, il marmo.
Le tecnologie costruttive impiegate sono rigorosamente tradizionali. Le soluzioni costruttive adottate sono pertanto semplici, senza concessioni a soluzioni tecnologiche sofisticate; si è scelto di manifestare il messaggio architettonico attraverso le sue forme e la sua identificazione urbana, al fine di mantenere vivo, nella sobrietà e nel rigore, il significato sociale della Casa della Carità.

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Progettisti
Progettista architettonico:  Arch. Mario Clemente Rossi (IM) 
Progettista strutturale:  Ing. Alfredo Natali Minoja (IM) 
Progettista termico:  Ing. Giuseppe Zagarella (IM) 
Progettista elettrico:  Ing. Giuseppe Zagarella (IM) 
Progettista prevenzione incendi:  Ing. Giuseppe Zagarella (IM) 

Imprese esecutrici
Opere edili:   PDR De Rege s.p.a. () 

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